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la società contemporanea / Tecnologie in discussione

Tecnologia e protesta locale: il caso dei comitati contro l’inquinamento elettromagnetico

Paolo Crivellari
p. 67-89
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Testo integrale

1. Introduzione

  • 1 Ringrazio Massimiano Bucchi, Mario Diani, Francesca Forno, Lauro Struffi e Tommaso Vitale per i lor (...)

1Recenti fatti di cronaca avvenuti in Italia hanno evidenziato forme di accesa conflittualità inerenti alla tecnologia1. Mobilitazioni di diverso tipo si stanno sviluppando attorno ad argomenti quali: organismi geneticamente modificati, fecondazione assistita, termovalorizzatori per lo smaltimento di rifiuti, installazioni per la telefonia cellulare, linee per treni ad alta velocità, sperimentazione farmaceutica sugli animali. Si tratta di forme di protesta e di rivendicazione volte non solo a manifestare contro specifici artefatti scientifico-tecnologici e loro localizzazione, ma anche contro soggetti istituzionali pubblici (tipicamente il governo nazionale o le amministrazioni locali) o attori privati (per esempio le compagnie di telefonia mobile). Infatti, da un lato la protesta s’indirizza indubbiamente verso un’installazione tecnologica specifica e la sua localizzazione oppure verso una forma di ricerca di tipo tecnologico. Dall’altro lato, essa riflette orientamenti che riguardano il grado di (s)fiducia nelle istituzioni, la rivendicazione di processi politici di tipo inclusivo oppure la critica a quei soggetti privati cui spetta, almeno in parte, la produzione o la gestione delle tecnologie potenzialmente nocive.

2La mobilitazione contro l’inquinamento elettromagnetico prodotto dalle antenne assume una rilevanza tutta particolare all’interno dei conflitti contro la tecnologia, sia dal punto di vista quantitativo sia da quello qualitativo. Sul versante quantitativo, non c’è giorno in cui i mezzi di comunicazione di massa (soprattutto i giornali locali) non diffondano notizie circa la protesta di gruppi di cittadini contro l’installazione di antenne. La quantità degli episodi di questo tipo è legata alla polverizzazione sul territorio di comitati di dimensioni spesso ristrette, ma generalmente molto combattivi. Da un punto di vista qualitativo, le proteste contro l’inquinamento elettromagnetico costituiscono al contempo una conferma delle caratteristiche dell’azione collettiva (forme di protesta legate in qualche modo al territorio, spostamento dal tema della mobilitazione a questioni di tipo politico), ma anche una messa in risalto di problemi peculiari, legati alla definizione specifica del tema della protesta e alle conoscenze accumulate su di esso dagli attori coinvolti.

  • 2 Le associazioni e i comitati contro i ripetitori della telefonia mobile sono presenti anche in altr (...)
  • 3 La nostra analisi si concentra sui comitati di cittadini contro l’inquinamento elettromagnetico. No (...)

3La protesta contro le antenne viene veicolata principalmente attraverso innumerevoli comitati spontanei di cittadini, diffusi in modo capillare in moltissimi comuni della nostra penisola2. Il presente contributo si propone di analizzare la formazione, le caratteristiche fondamentali e le forme di azione di tali comitati3. A tale scopo, la trattazione è suddivisa in due parti. La prima sarà dedicata a fornire le coordinate specifiche del problema dell’inquinamento elettromagnetico e dello svolgimento iniziale su base nazionale della protesta. La seconda tappa esaminerà in modo particolare, attraverso uno studio di caso, i comitati contro l’inquinamento elettromagnetico della città di Padova. Come emergerà più ampiamente in queste pagine, i comitati in questione appaiono contraddistinti da un forte radicamento territoriale e forme d’azione di protesta moderata, ma anche da forte appropriazione di expertise scientifica, tecnica e giuridica e da una diversificazione delle azioni sulla base delle conoscenze acquisite e a tentativi di ampliamento del focusTK00 5700 GINO mules Saylee ROSSI P 59 Slides TWO Casual DL046N Ok8w0nP della protesta, sia in un’ottica territoriale, sia rispetto all’estensione delle tematiche trattate. È per questo motivo che si può affermare che i comitati contro l’inquinamento elettromagnetico della città di Padova mettono in atto un tipo di mobilitazione che è simile a molte altre, ma che allo stesso tempo è sostanzialmente diversa da tutte le altre, poiché include una componente molto significativa di tipo cognitivo, legata alle credenze collettive e alla conoscenza specifica di un dato fenomeno.

2. Il «rischio elettromagnetico»

4In generale, le mobilitazioni contro le antenne sono messe in atto da comitati di cittadini e da associazioni di comitati. Si tratta di una forma di aggregazione della protesta che è di indubbia attualità, come mostrano recenti volumi su questo tema (Bobbio e Zeppetella, 1999; Bonvecchio, 1999; della Porta e Diani, 2004; della Porta, 2005). Che si tratti di comitati sorti per la difesa dell’ambiente a Genova (Colombo, 1999), contro la recinzione di una piazza di Milano (Bifulco, 2000), per il riassetto di tre piazze nel centro storico di Bologna (Sebastiani, 2001), che si tratti dei comitati di cittadini di Firenze (della Porta e Andretta, 2001) o ancora dei comitati sorti in diverse città d’Italia sui più disparati argomenti (della Porta, 2005), è chiaro che questa forma di mobilitazione è sempre più presente sul territorio e attira in misura crescente l’attenzione degli studiosi4. Sulla forma di organizzazione del comitato sono state espresse valutazioni di segno molto diverso. Infatti, da un lato alcune caratteristiche dei comitati presentano caratteri tipici di un’azione frammentata e a breve raggio, poiché le tematiche sono quasi sempre trattate attraverso rivendicazioni di carattere «localista». D’altro lato, si è visto in queste forme associative una possibilità di contribuire a una governance volta alla maggiore inclusione dei cittadini nei processi decisionali (della Porta e Andretta, 2001; della Porta e Diani, 2004).

5Nello specifico, le mobilitazioni contro le antenne per la telefonia cellulare sono un fenomeno di recente costituzione. Negli ultimi anni la telefonia cellulare ha conosciuto uno sviluppo incredibilmente rapido e di portata planetaria, che ha provocato un cambiamento rimarchevole nelle comunicazioni interindividuali. È un fenomeno peculiare e vastissimo, poiché tutte le previsioni sulla diffusione di questo fenomeno di massa sono state largamente e rapidamente superate, fino a meritare a pieno titolo l’espressione di « mobile revolution» (Burgess, 2004, 30).

  • 5 Per avere un’idea più precisa al riguardo, nello stesso periodo in Francia è stato raggiunto il 68% (...)
  • 6 Per tali caratteristiche, il mercato italiano di telefonia mobile è ormai saturo. Se ne parla cioè (...)

6Il caso italiano è emblematico per molti aspetti. L’anno 2004 ha segnato una data storica: il numero delle linee telefoniche mobili ha superato il 100% della popolazione5. Infatti, nel nostro paese ci sono più di 57 milioni di linee, su un totale di circa 41 milioni di apparecchi mobili. Un’altra soglia era stata superata poco tempo prima, quando il numero dei telefoni portatili aveva superato il numero di quelli fissi6.

  • 7 Ciascuna antenna ha un raggio d’azione che copre uno spazio circolare, detto ‘cellula’, da cui deri (...)
  • 8 Nello specifico, le stazioni radio base sono di tre tipi: 1) stazioni macrocellulari; sono le più c (...)
  • 9 A questo proposito, si deve sottolineare che tali emissioni sono completamente distinte dalle emiss (...)
  • 10 Hermes Omaha Yoogi's White Flat 541 Size Leather Sandals Closet 5AL3Rj4q

7L’aumento del traffico telefonico mobile porta ad aumentare anche le installazioni degli strumenti tecnologici che permettono ai telefonini di funzionare e di assicurare la «copertura» del segnale sul territorio. Si tratta delle famigerate antenne, anche chiamate «stazioni radio base» (srb)7. Esse sono diffuse massicciamente su tutto il territorio nazionale, ma sono rimaste per lungo tempo oggetti praticamente sconosciuti, data la loro iniziale scarsa quantità e quindi ridotta visibilità. Tali antenne possono essere posizionate su appositi sostegni, quali piloni, «carrellati mobili», oppure sopra i tetti degli edifici8. Si tratta di ricevitori-emettitori di radiazioni, che trasmettono e ricevono onde elettromagnetiche non ionizzanti9, le quali sono considerate potenzialmente nocive per la salute umana.

  • 10 Esempi di campi elettromagnetici naturali sono la luce solare (radiazione ottica), che è un insieme (...)
  • 11 La parola «elettrosmog», diffusa dai mezzi di comunicazione di massa, è una combinazione dei termin (...)

8Di fatto, l’uomo è immerso in campi elettromagnetici da sempre. Si tratta di un fenomeno assolutamente naturale10 e che sollecita la curiosità umana fin dai tempi dell’antichità, al pari di calore e forza di gravità (Bevitori, 1997). L’intensità delle emissioni elettromagnetiche naturali è peraltro del tutto trascurabile. Ma la situazione cambia qualora si prenda in considerazione le emissioni dovute all’impressionante proliferazione di sorgenti artificiali che producono radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti (come quelle emesse dalle antenne per la telefonia). È per questo motivo che si parla di inquinamento elettromagnetico, anche detto «elettrosmog»11.

  • 12 Maglia (2001) fa notare che non sarebbe corretto a rigor di logica parlare di inquinamento elettrom (...)
  • 13 L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha inserito le emissioni ad alta frequenza, come quelle dell (...)
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9Anche se la questione dell’inquinamento elettromagnetico12 chiama in causa considerazioni estetiche (in ragione dell’intrusività delle antenne nel paesaggio urbano ed extraurbano), di ordine civico e politico (circa la gestione dei problemi comuni), di tipo ecologico (ricadute negative sull’ambiente), il fattore più critico e controverso è rappresentato dalle rivendicazioni dei cittadini circa la protezione della salute delle persone. La centralità del problema è legata al fatto che il fenomeno delle emissioni non ionizzanti testimonia un perdurante stato di incertezza da parte degli scienziati, in particolare medici e biologi, quanto a effetti nocivi sugli individui13. Infatti, i dati disponibili sino a oggi evidenziano tutti la necessità di condurre studi più numerosi di tipo epidemiologico e di laboratorio.

  • 14 Per la distinzione tra rischio e pericolo vedasi Luhmann (1996).
  • 15 Gli autori citati designano in questo modo i cittadini che, pur non essendo scienziati, risultano t (...)

10Si parla così di rischio da inquinamento elettromagnetico e non di pericolo, poiché esso è causato da un’attività umana e non è riferito quindi ad un accadimento potenzialmente dannoso prodotto da un evento naturale14. Peraltro, furono gli scienziati ad evidenziare, alcuni decenni fa, le possibili conseguenze dannose dell’esposizione a radiazioni non ionizzanti. Al contrario di altri rischi, dove invece l’apporto dei «lanceurs d’alerte» (Chateauraynaud e Torny, 1999)15 si è rivelato indispensabile, furono proprio alcune ricerche in campo medico, in particolare della medicina del lavoro, a indagare inizialmente su questo agente potenzialmente cancerogeno.

11La questione assume dei contorni molto delicati, poiché non si tratta solo di effetti a breve termine, ma anche di effetti a lungo termine. Gli effetti del primo tipo, anche chiamati «acuti», sono stati effettivamente comprovati. Allucinazioni visive o tattili, contrazioni muscolari involontarie ecc. sono imputabili direttamente, sotto certe condizioni di irradiazione, all’esposizione a campi elettromagnetici. L’incertezza permane quanto agli effetti a lungo termine (o «cronici») come per esempio insonnia, cefalea, irritabilità ma anche patologie più gravi quali tumori e leucemie infantili.

12In generale, in Italia la percezione del rischio relativo all’inquinamento elettromagnetico raggiunge un livello molto alto e mostra un andamento crescente, come si può constatare dai dati della tabella 1 (Observa, 2005, 33):

Tabella 1 Tra le cose di questo elenco quale ritiene essere la più pericolosa? (valori %; n = 953)

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2003

2004

L’inquinamento prodotto dal traffico

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53,9

48,0

L’elettrosmog

14,1

27,0

(emissioni elettromagnetiche da antenne, tralicci ecc.)

I cibi geneticamente modificati (ogm)

14,9

14,0

Le radiazioni dei telefoni cellulari

10,3

5,9

Vaccinare i bambini contro le malattie infettive

4,5

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Non risponde

2,3

1,8

Totale

100

100

13Zeppe ASSNIschia U Sandali GOLDY4072S9T1 Dkbl SPOLO XuOkTPZiAlcune considerazioni emergono dalla lettura di queste cifre. In primo luogo, si può affermare che l’opinione pubblica italiana considera l’inquinamento elettromagnetico come secondo fattore di rischio, dopo l’inquinamento atmosferico prodotto dalle emissioni degli autoveicoli e prima della presenza di organismi geneticamente modificati nei prodotti alimentari. I dati mostrano inoltre un aumento nella percezione di tale rischio, il quale giunge quasi a raddoppiare nel volgere di un anno mentre per esempio la percentuale relativa all’inquinamento prodotto dal traffico diminuisce, ancorché poco sensibilmente. Infine, la percentuale ottenuta dalla quarta risposta indica ancora un dato relativo alle radiazioni elettromagnetiche, sotto forma questa volta di radiazioni di telefoni cellulari. Le percentuali combinate della seconda e quarta risposta in merito alle radiazioni elettromagnetiche ammontano a circa il 33% delle risposte totali, segno che tali emissioni, che si tratti di antenne o di telefonini, è manifestamente una causa di profonde inquietudini nella popolazione.

14Tali inquietudini si trasformano talvolta in un’accesa conflittualità, che può sfociare in contestazioni la cui intensità raggiunge livelli acuti. Il passaggio dalle generiche preoccupazioni dei cittadini alla mobilitazione e alla protesta non è però immediato. Infatti, non sono evidenti le motivazioni che spingono un cospicuo numero di persone a mobilitarsi spendendo denaro, tempo ed energie per protestare contro un rischio tecnologico e sanitario dai contorni incerti, relativo al funzionamento di apparecchi di cui essi stessi fanno un largo utilizzo. Per comprendere come le preoccupazioni dei cittadini si traducano in azione collettiva e quali siano le caratteristiche di questa mobilitazione, è necessario esaminare in profondità la concatenazione degli eventi che portano alla protesta.

3. Le mobilitazioni contro le antenne per la telefonia mobile

3.1. Tratti generali

15Il «rischio elettromagnetico» è caratterizzato da diversi tipi di incertezza: scientifica, sociale, politica e giuridica. È in questa peculiare condizione che si sviluppano le varie forme di protesta contro l’inquinamento elettromagnetico. In particolare, l’installazione delle antenne per i telefonini è oggetto di forti mobilitazioni che si formano in Italia a partire dal 1999 e che diventano particolarmente intense dal 2000 in poi. La protesta contro le antenne condivide i tratti generali delle mobilitazioni contro un rischio di tipo tecnologico e sanitario, che possono essere così riassunti (Borraz e Salomon, 2002, 1-2):

  • le contestazioni riguardano fattori di disturbo di tipo olfattivo o visivo, il degrado di un sito e la diminuzione di un valore patrimoniale;

  • questi fattori di disturbo sono il prodotto di una decisione che nasce all’interno di relazioni contrattuali economiche apparentemente esogene a coloro che subiscono il fattore di disturbo, oppure in cui una parte è rappresentata da attori poco o male identificabili;

  • l’esistenza di conflitti latenti o in atto tra i produttori del fattore di disturbo e coloro che ne subiscono le conseguenze costituisce un substrato favorevole alla mobilitazione;

  • le persone che si mobilitano non hanno un quadro di spiegazione immediatamente disponibile che permetta di comprendere le motivazioni di una decisione (ad esempio perché un dato sito sia stato scelto piuttosto di un altro), di rappresentarsi i pericoli (per esempio perché le onde elettromagnetiche sono un soggetto controverso e molto tecnico), e ancora meno di partecipare alla decisione;

  • questi casi generali non presentano contaminazioni o patologie in atto scientificamente comprovate (in contrasto con quanto è avvenuto per l’aids o per l’encefalopatia spongiforme bovina), ma lasciano supporre la loro esistenza; esistono delle conoscenze scientifiche parziali, convergenti e generalmente rassicuranti, ma che non coprono tutti gli aspetti del problema e presentano dunque un margine d’incertezza;

  • l’incertezza oppone le parti in causa e diviene una posta in gioco delicata nella costruzione del problema e della sua iscrizione nell’agenda pubblica. Da qui due possibili esiti: a) le incertezze sono gestibili in un quadro abituale; b) il loro carattere incompleto o inquietante sugli effetti potenzialmente dannosi per l’ambiente o per la salute umana, animale o vegetale, fa propendere verso un atteggiamento di precauzione.

16In particolare, gli episodi di protesta concentrano alcuni caratteri peculiari:

  1. il loro andamento ha un carattere tendenzialmente discontinuo, poiché periodi di latenza si alternano a periodi in cui l’attività dei comitati è maggiore;

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  3. si tratta di mobilitazioni fortemente legate al territorio; infatti, i comitati sono aggregazioni a livello cittadino, talvolta di quartiere e non di rado anche di strada. In tale modo, essi configurano un fenomeno che moltiplica gli spazi di confronto e di scontro a livello locale, con le compagnie di telefonia mobile e con le amministrazioni locali.

  • 16 Le leggi che riguardano le emissioni inquinanti di tipo elettromagnetico sono frutto di un iter nor (...)
  • 17 La soglia prevista dalla legge italiana per le emissioni ad alta frequenza è di 6 volt per metro. S (...)

17Le mobilitazioni contro le stazioni radio base avvengono in un contesto che le rende a prima vista incomprensibili. In primo luogo, tali mobilitazioni non indeboliscono in alcun modo il successo inaudito che la telefonia mobile ha avuto e continua ad avere nel nostro paese. Infatti, se da un lato le paure e le inquietudini dei cittadini trovano modo di esprimersi tramite una polverizzazione di comitati locali che protestano in modo veemente, dall’altro lato vi è una domanda molto forte da parte dei consumatori per una migliore copertura del servizio di telefonia e per la diversificazione di funzioni che possono essere ottenute tramite il telefonino. Inoltre, esse si dirigono principalmente contro la proliferazione delle antenne, a dispetto del fatto che il telefonino è fonte di emissioni potenzialmente dannose, stante anche la sua vicinanza alla testa quando è in uso. Ancora, dal punto di vista scientifico, non vi è ad oggi un solo decesso imputabile incontrovertibilmente alle emissioni elettromagnetiche. Infine, i conflitti sono molto aspri nonostante in l’Italia sia vigente una normativa in materia di emissioni elettromagnetiche16 tra le più restrittive al mondo17.

3.2. Il Comitato Nazionale sui Campi Elettromagnetici (Co.Na.Cem.)

  • 18 Le radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti si dividono in due insiemi: radiazioni a bassa frequ (...)

18In Italia, le prime mobilitazioni sul tema dell’inquinamento elettromagnetico si dirigono contro le emissioni che provengono dagli elettrodotti18. Il Co.Na.Cem. (Comitato Nazionale sui Campi Elettromagnetici) nasce a tale fine già nei primi anni del decennio scorso. Solo dopo l’aumento delle emissioni inquinanti dovuto alle antenne per la telefonia mobile, questo Comitato ingloba nella protesta anche le radiazioni ad alta frequenza. Si tratta di una formazione che mira ad avere una diffusione nazionale ma che è dotata di una struttura organizzativa molto centralizzata. Al contrario di ciò che indica il nome, i cittadini che ne fanno parte non sono distribuiti in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale ma sono concentrati piuttosto al Nord.

19La strategia di questo comitato è centrata su un’attività di pressione nei confronti della politica nazionale. I vertici di questa formazione di cittadini possono contare su interlocutori politici di peso (sia di sinistra sia di destra) a livello di governo. Le strategie del Comitato messe in atto dai vertici sono criticate talvolta da una parte degli aderenti. Alcuni membri ritengono troppo deboli i miglioramenti ottenuti dal Co.Na.Cem negli anni, mentre altri componenti rimproverano ai vertici della formazione di aver incoraggiato delle prese di posizione non democratiche, che non tengono adeguatamente conto della molteplicità dei punti di vista degli aderenti. Di fatto, l’organizzazione verticista del Comitato permette una certa rapidità di decisione ma al contempo è alla base di una carenza di strutturazione e di legittimazione sul territorio. Di conseguenza, esso perde consensi e adesione ma anche la capacità di radicamento e di ascolto delle richieste dei cittadini.

20I risultati ottenuti nel corso del tempo sono insufficienti rispetto agli sforzi prodotti in quasi quindici anni di attività. Le norme in materia di inquinamento elettromagnetico che riguardano elettrodotti e antenne non soddisfano le attese degli aderenti al Comitato, che perde visibilità e incisività. Appare ragionevole ipotizzare che vi sia almeno una ragione fondamentale alla base di questa evoluzione: l’eccessiva ambizione di influenzare il governo centrale al fine di ottenere una politica e un apparato di norme più restrittive in materia di emissioni elettromagnetiche. Tale scelta strategica è venuta a scontrarsi con la duplice peculiarità della strutturazione della regolazione italiana in materia di emissioni inquinanti. In primo luogo, le norme italiane circa l’inquinamento elettromagnetico devono armonizzare non meno di quattro diversi livelli di regolazione (comunitario, nazionale, regionale e comunale), rendendo la regolazione del problema molto difficoltosa e a fortiori rendendo arduo un intervento di pressione a livello nazionale. In secondo luogo, la regolazione da parte dello Stato contempla compiti precisi per le amministrazioni locali, demoltiplicando così il potere normativo centrale in una serie di competenze che ciascun comune può, di fatto, interpretare e mettere in atto come meglio crede, vanificando la pressione operata a livello nazionale.

4. Uno studio di caso: i comitati di Padova contro l’inquinamento elettromagnetico

4.1. I comitati spontanei di cittadini della città di Padova10 Hermes Omaha Yoogi's White Flat 541 Size Leather Sandals Closet 5AL3Rj4q

  • 19 La nostra ricerca è stata condotta dal 2003 al 2005 attraverso tecniche di tipo qualitativo: interv (...)
  • 20 Questi comitati sono sostanzialmente single issue. Ciò non vuol dire che le tematiche trattate al l (...)

21La situazione in cui nascono, operano e si sviluppano i comitati di Padova contro l’inquinamento elettromagnetico è radicalmente diversa da quella in cui evolve il Co.Na.Cem19. Infatti, i comitati di Padova operano a livello locale e sono formati da persone che abitano in questa città e che intendono intervenire localmente. Questi comitati hanno una diffusione abbastanza omogenea sul territorio della città. Essi sono piuttosto difficili da enumerare data la loro operosità discontinua. In ogni caso, essi possono essere divisi in comitati di strada e comitati di quartiere. Appartengono al primo tipo i comitati di via: Carducci, Sorio, Mentana, Bergamo, del Santo, Moroni, Vicenza, Cortivo, Forcellini. Appartengono al secondo tipo i comitati dei quartieri: S. Osvaldo, Sacra Famiglia, Montà, Torre, Voltabarozzo e S. Croce20.

22La strutturazione di questi comitati è flessibile: non vi è un ordinamento gerarchico, le relazioni al loro interno sono informali, l’organizzazione non è di tipo burocratizzato. Le risorse su cui essi possono contare sono di regola scarse e provengono in massima parte dall’autofinanziamento. Essi non possiedono alcuno statuto e mettono in pratica strategie d’azione diversificate. Si tratta di repertori d’azione prevalentemente moderata21, che assume la forma non solo di manifestazioni di protesta (raccolta di firme per petizioni, cortei di strada ecc.), ma anche di proposte che vengono indirizzate all’amministrazione comunale. Per tale motivo, essi possono essere considerati propositivi e non meramente reattivi.

  • 22 Cfr. a questo proposito, le caratteristiche dell’uso dei mezzi di comunicazione di massa da parte d (...)

23I comitati di Padova sono caratterizzati da quella che viene chiamata «neutralità ideologica» (della Porta e Andretta, 2001, 46). Infatti, pur avendo al proprio interno aderenti con chiari orientamenti politici, i comitati si contraddistinguono per il perseguimento di fini che prescindono dalle appartenenze di tipo partitico. Nei comitati di Padova, un ruolo importante è giocato dai mezzi di comunicazione tradizionali, ma anche dai nuovi media22. Tali mezzi sono importanti per almeno tre motivi. In primo luogo, i media danno modo di reperire informazioni su un insieme di questioni relative alla protesta. Poi, i mezzi di comunicazione servono per mettere in comunicazione tra loro gli attori della protesta. Infine, essi diffondono l’eco delle azioni di protesta, permettendo così che la tematica venga rilanciata e diffusa.

  • 23 Meccanismo che consiste nel prevenire l’attribuzione di colpa, se si riesce a dimostrare di aver fa (...)
  • 24 Meccanismo che consiste nello scaricare su altri attori coinvolti nella questione la responsabilità (...)
  • 25 Altri due tipi di inquietudini individuate da Sebastiani (2001) come scatenanti reazioni difensive (...)ShoesMoschino Chic Heel Cheap Moschino Satin High Cheapamp; Chic 35RAj4Lq

24Sin qui, i comitati di Padova rientrano a pieno titolo nelle caratteristiche dei comitati identificate da Sebastiani (2001). In primo luogo, la loro presenza è (almeno inizialmente) recepita come una minaccia da parte dell’amministrazione locale in ragione di rivendicazioni «scomode» e che hanno dato seguito, soprattutto all’inizio della mobilitazione, a fenomeni di blame-prevention23 e di blame-shifting24 (Hood et al., 2001) da parte di Sindaco e Assessore all’Ambiente. In secondo luogo, i comitati sono mossi da inquietudini e timori relativamente al rischio di tipo ambientale25. Infine, anche i comitati di Padova hanno nel radicamento sul territorio una loro prerogativa. Spesso tale caratteristica diventa un tratto di rilevanza strategica per la protesta ma si traduce anche in un rafforzamento dell’identità di gruppo e in una fonte di autolegittimazione da parte dei membri del comitato.

  • 26 Il sito dell’Associazione è consultabile in Internet alla pagina http://www.applelettrosmog.it.

25I comitati di Padova rientrano inoltre pienamente nella forma tipica dei comitati così come vengono definiti da della Porta e Andretta (2001), quanto a struttura e forme d’azione. Vi è però un’eccezione, che concerne il livello di coordinamento tra i comitati. Infatti, i comitati generalmente considerati sono caratterizzati da un grado di coordinamento piuttosto basso. Tale difficoltà nel trovare una forma di organizzazione unitaria è dovuta a diversi fattori. L’attività di coordinamento può sollevare molte perplessità all’interno dei comitati, poiché le rivendicazioni che vogliono trovare espressione sono molteplici. Di qui la paura che non tutte le istanze vengano mantenute da un organismo con funzioni di rappresentanza oppure di collegamento. Inoltre, i membri dei comitati possono manifestare un certo timore di perdere alcune delle loro caratteristiche, come la neutralità ideologica, e diventare così organizzazioni politicizzate o strumentalizzate. I comitati patavini non sono andati incontro a questa serie di resistenze. Al contrario, essi sono coordinati da un’associazione che prende il nome di apple (Associazione Padovana Prevenzione e Lotta contro l’Elettrosmog)26.

4.2. L’apple

26L’Associazione Padovana per la Prevenzione e la Lotta contro l’Elettrosmog funge da coordinamento tra quasi tutti i comitati di Padova che si mobilitano contro l’inquinamento da antenne e da elettrodotti. Essa ha un proprio statuto, un presidente e un vice-presidente che vengono eletti dagli associati e che rimangono in carica tre anni, un consiglio direttivo e un tesoriere. L’Associazione si proclama apartitica ma non apolitica. Gli associati si riuniscono periodicamente e la convocazione delle assemblee si attua mediante posta elettronica o via telefono.

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27Gli esordi dell’Associazione sono caratterizzati da una forte incertezza relativa alle antenne, alla loro funzione, al loro utilizzo da parte dei gestori. I cittadini che si riuniscono inizialmente hanno una forte volontà di informarsi, di condividere le proprie inquietudini, di mettere a disposizione le loro competenze specifiche. Nelle parole della presidentessa dell’apple:

L’Associazione è nata essenzialmente dall’incontro di un gruppo di cittadini di zone della città diverse, di quartieri diversi, che, in un momento di... forte recrudescenza del... del fenomeno di presentazione di impianti da parte dei gestori, si sono riuniti in maniera molto così... campagnola, perché ci siamo trovati a casa del parroco. E abbiamo pensato di capire quali erano le strade per affrontare questo problema. Cioè all’inizio, contarsi, capire dove c’erano gruppi di cittadini che avevano questo problema. In modo molto estemporaneo abbiamo buttato giù un elenco di persone e programmato una riunione successiva, nella quale ci siamo resi conto che all’interno del gruppo di cittadini c’erano anche delle competenze (Intervista alla presidentessa dell’apple, 11 aprile 2005).

  • 27 Sul tema specifico della partecipazione e della rappresentanza nei comitati, vedasi i contributi cu (...)

28L’Associazione patavina ha un rapido sviluppo. Essa si presenta, a turno, come super-comitato oppure come organismo che riunisce e rappresenta i comitati. A tale proposito, è emersa in passato una questione di legittimazione posta nei confronti dell’Associazione. Non si tratta tanto della messa in discussione delle procedure, peraltro elettive, con cui vengono designati i vertici dell’Associazione, la quale è dotata di uno statuto e di un organigramma27. Si tratta piuttosto della legittimazione e del riconoscimento dell’Associazione da parte dell’amministrazione comunale. In modo particolare, la giunta di centro-destra precedente a quella attuale non ha mai mostrato di voler accreditare appieno gli esponenti dell’apple come interlocutori di Sindaco e Assessore all’Ambiente in materia di inquinamento elettromagnetico.

4.3. Una mobilitazione come le altre

  • 28 Infatti, non vi sono casi di persone che si mobilitano e che non abbiano un’antenna vicino alla lor (...)
  • 29 Borraz et al. (2004, 60) chiamano questa presa d’atto con l’espressione «conscience de l’antenne».

29La mobilitazione dei cittadini di Padova si mette in moto a partire dall’installazione di un’antenna28. Tipicamente, i cittadini constatano che un’antenna è stata posizionata di recente o è in corso d’installazione29. In questo secondo caso, i segnali evidenti della costruzione di una stazione radio base sono costituiti da un cantiere con degli operai. Le informazioni generali e quelle tecniche relative all’antenna non sono sempre disponibili sul posto. Il pannello che deve per legge accompagnare i lavori e le coordinate tecniche della stazione radio base non è sempre presente sul luogo. Di conseguenza, i cittadini incontrano delle difficoltà a reperire informazioni relative a ciò che sta succedendo intorno a loro. Del resto, essi trovano molte difficoltà anche quando si rivolgono agli operai che stanno lavorando nel cantiere. Infatti, si tratta di dipendenti di imprese cui i lavori sono stati subappaltati e che in molti casi non posseggono le informazioni che i cittadini chiedono loro.

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30Comincia così una ricerca di informazioni da parte di coloro che abitano nei pressi dell’installazione, la quale è spesso caratterizzata dall’assenza di un interlocutore al quale i cittadini possano indirizzare le proprie domande, i propri dubbi e cui manifestare i propri timori. L’antenna viene a caricarsi in questo modo, giorno dopo giorno, di una valenza simbolica che proietta un’ombra oscura sull’installazione. La preoccupazione nei confronti della stazione radio base la rende assimilabile a un «totem» moderno di tipo tecnologico che sembra incombere, minaccioso, sulle case circostanti. Di fatto, i cittadini constatano l’esistenza dell’antenna attraverso varie modalità, spesso tali da insospettirli. Capita infatti che i residenti si accorgano che l’antenna è stata posizionata a loro insaputa e in tutta fretta durante la notte, di domenica, durante le vacanze estive o quelle di Natale. Oppure alcuni di loro possono notare un cantiere aperto e scoprire che serve per posizionare un’antenna. Quasi mai i cittadini sono stati preventivamente informati su queste installazioni. In altri casi invece, le modalità con cui vengono installate le antenne possono dar luogo a incomprensioni:

Tutto è cominciato quando è stata installata un’antenna, una stazione radio-base per essere più precisi, vicino a casa mia. Abbiamo scoperto che già ce n’erano tre stazioni radio base. (...) Una di queste è stata spostata in territorio del comune di Padova ed è stata installata con un blitz, direi... nel giro di un paio di giorni, non si sapeva niente di queste cose. Lì la gente, quando ha visto questa cosa... Tutto poi è partito anche da un precedente. La compagnia, la Tim in questo caso, che aveva l’interesse a spostare una di quelle antenne a Padova e aveva chiesto agli abitanti se poteva installarla nel loro territorio, nei loro campi. Loro hanno dato il rifiuto, hanno detto noi non vogliamo. Han chiesto ad un dirimpettaio se era d’accordo, per i soldi, e lui [ha risposto] sì! sì! L’hanno piazzata davanti alla casa di quelli che avevano rifiutato. Da lì allora, quando è successo questa cosa, ci si è riuniti tra persone più sensibili, non so se dire sensibili, cioè quelli ai quali queste cose qui non andavano giù e si è pensato di fare una prima protesta, di mandare una lettera al comune. Siamo a due anni fa. Però con esiti del tutto... Non è successo assolutamente niente (Intervista a L. R., 6 maggio 2005).

  • 30 Si vedano a tale proposito le similitudini con quanto succede nel caso francese (Borraz et al., 200 (...)

31Le dinamiche relative a relazioni sociali problematiche, per esempio di vicinato, possono sommarsi a due fattori legati alla convinzione del cittadino di non essere ascoltato o addirittura preso in giro dall’amministrazione locale, cui generalmente indirizza le proprie richieste di informazione. Il primo è così un «effetto di frustrazione». Il cittadino che sperimenta la «coscienza dell’antenna» apprende a sue spese che le informazioni di cui è alla ricerca non sono facilmente disponibili. Di più, egli scopre che la ricerca di tali informazioni richiede molto tempo e conoscenze adeguate di tipo tecnico o giuridico. Inoltre, egli incontra delle difficoltà a rapportarsi con le autorità locali, in modo particolare con il Sindaco e con l’Assessore all’Ambiente. A lungo andare, tale effetto che il cittadino tende a percepire come dovuto ad una trama ordita a suo svantaggio può dare luogo all’effetto di «esasperazione»30.

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  • 31 È ciò che è successo a Ponte di Brenta, dove è stata messa in atto questa forma di interdizione ad (...)
  • 32 È il caso del comitato che ha manifestato contro un’installazione a Padova, in via Beato Pellegrino (...)

32Talvolta i cittadini, frustrati dalla mancanza di interlocutori e nella difficoltà di reperire informazioni possono mettere in atto forme di protesta, come il picchettaggio del sito, in modo tale da impedire che gli operai abbiano accesso al cantiere31. Di fatto, in assenza di prove scientifiche sulla nocività delle emissioni elettromagnetiche delle antenne, non vi può essere la sospensione dei lavori per motivi legati alla difesa della salute. Anche in seguito all’installazione, se i valori di emissione rientrano nei parametri consentiti, non vi è alcuna autorità che possa legittimamente sospendere il funzionamento dell’antenna per motivi sanitari. L’unico modo per intervenire sui lavori è quello di denunciare la mancata osservanza delle regole previste per i cantieri (presenza di pannelli informativi circa i lavori, rispetto delle norme di sicurezza ecc.). In questo modo, i cittadini possono richiedere la sospensione delle attività fino a quando sarà ripristinata l’ottemperanza agli obblighi previsti32.

33La questione può inoltre assumere le sembianze di un problema di tipo civico, di pacifica convivenza tra le persone, permessa dal reciproco rispetto all’interno delle regole condivise che spesso sono considerate assenti:

Prima di essere un problema di salute, la questione tocca la vita civile delle persone. Non ci sono delle regole uniformi. Un cittadino può decidere di farsi installare un’antenna a casa sua, e io devo subire. Non è giusto. Io non faccio niente agli altri. Ma, sa... l’Italia è il paese dei furbi. Non c’è stata una rivoluzione liberale nel nostro paese. Chi arriva primo è il più bravo. In questo modo, una persona vuole farsi installare un’antenna prima degli altri, perché se decide di no, sarà un altro a farsela installare, e magari davanti. Allora se dice che non vuole, l’indomani può avere un’antenna davanti a casa. Vede...è una logica perversa. Tutto è arbitrario (Intervista a S.C., 17 giugno 2005).

  • 33 Emblematico, sotto questo profilo, il caso del reparto di oncoematologia pediatrica dell’Azienda Os (...)

34Vi sono poi due tipi di contesto che sembrano influire in modo particolare sull’emergenza della mobilitazione: quello sociale e quello ambientale. Per quanto riguarda l’ambito sociale, sembrano particolarmente rilevanti i contesti caratterizzati dalla presenza di bambini (è questo il caso, per esempio, del comitato di via P. Selvatico). Se si tratta di un contesto abitativo o scolastico dove è forte la concentrazione di bambini, la mobilitazione avrà più possibilità di essere messa in atto rispetto a quella provocata, per esempio, da un’installazione in aperta campagna. La presenza di scuole, asili nido oppure di un ospedale (i cosiddetti «siti sensibili») è un fattore facilitante la mobilitazione. Questo avviene per due motivi: uno legato alle preoccupazioni circa la salute, l’altro per ragioni organizzative. In primo luogo, la protesta tende a svilupparsi perché si teme in modo particolare che le radiazioni siano particolarmente nocive per i bambini o per gli anziani33. Da un punto di vista organizzativo, la protesta può essere facilitata localmente dalla presenza all’interno delle scuole di gruppi di genitori degli alunni, la cui organizzazione può rivelarsi adatta a convogliare la contestazione.

35Un altro contesto che si rivela eloquente per la mobilitazione è quello ambientale. Le condizioni del quartiere, il tipo di abitazione, il contesto urbano che circonda le abitazioni sono dei fattori molto importanti, ancorché non sufficienti, per la mobilitazione. Il contesto ambientale può rivelarsi adatto allo sviluppo della protesta se è protetto ma anche se, al contrario, è già degradato. L’installazione di un’antenna in un quartiere dove il traffico veicolare è assente e dove l’inquinamento acustico è ridotto sarà percepita più facilmente come un’invasione indebita. Ma un’antenna radio base può essere percepita come un’intrusione anche in presenza di una situazione abitativa giudicata già compromessa per la presenza di altre sorgenti inquinanti. È questo il caso del Comitato «Pontedera», dove la situazione ambientale è ritenuta inaccettabile poiché un’installazione per la telefonia viene a sommarsi alla presenza di un elettrodotto sopra le case e di un depuratore giudicato «fuori norma» e, perciò, considerato altamente inquinante. La combinazione di questi fattori può far in modo che l’antenna sia la classica «goccia che fa traboccare il vaso» e renda i cittadini maggiormente propensi all’azione.

36Abbiamo visto quali siano le principali dinamiche che contribuiscono alla nascita della mobilitazione. Coscienza dell’antenna, effetti di frustrazione e esasperazione dovuti ad una ricerca di informazione senza esito, contesto sociale e contesto ambientale sono tutti fattori che giocano una parte importante, in misura diversa a seconda del caso in esame, per la nascita della protesta. Ma la concatenazione di avvenimenti combinati con i fattori sopra considerati non sono sufficienti per spiegare la protesta dei comitati cittadini nella città di Padova.

4.4. Una mobilitazione diversa dalle altre

37La mobilitazione dei comitati padovani contro l’inquinamento elettromagnetico non è dotata solamente di caratteristiche che la riconducono a dinamiche tradizionali di emergenza della mobilitazione. Vi sono infatti altri tratti che rendono tale protesta del tutto peculiare. Si tratta di fattori che potremmo definire «cognitivi», che sono legati specificamente al tema della protesta e all’utilizzo di competenze tecnico-scientifiche e senza i quali non si comprenderebbe appieno la complessità del fenomeno dell’opposizione alle antenne nella città di Padova.

38Sin dalla sua nascita, l’apple si caratterizza per una forte propensione a mettere a frutto le competenze specifiche dei singoli. Tra i fondatori dell’Associazione c’è, in particolar modo, anche uno scienziato. Si tratta di un professore ordinario di Mutagenesi Ambientale alla Facoltà di Biologia dell’Università di Padova. Egli è diventato sin da subito un punto di riferimento costante all’interno dell’Associazione per quanto riguarda le tematiche legate all’inquinamento elettromagnetico, avendo alle spalle decenni di studi sui possibili effetti sulla salute di svariati agenti inquinanti, tra cui anche le radiazioni elettromagnetiche.Ksde da giorno Ks Ciabatte UNISA 19 Black Canto S Ciabatte PiukXZ

  • 34 Vedasi per esempio il ruolo ricoperto dal medico del Co.Na.Cem., che funge da esperto in materia di (...)

39Ora, il ricorso ad esperti e scienziati da parte dei movimenti sociali e degli appartenenti ai comitati è tutt’altro che inedito. Componenti dotati di elevate risorse di tipo tecnico e/o intellettuale (Diani, 1988; Moore, 1996) sono spesso parte integrante dei movimenti e dei comitati. In molti casi, anche all’interno del variegato insieme dei comitati contro l’inquinamento elettromagnetico presenti in Italia, si fa riferimento ad uno scienziato, medico o biologo34. La funzione dell’esperto è richiesta, in particolare, dall’elevato grado di specializzazione di una materia così complessa come la questione dell’interazione onde elettromagnetiche - corpo umano. Di norma però, l’esperto viene incaricato dal comitato per occuparsi di una specifica questione. Nel caso dei comitati di Padova invece, questa persona non solo è presente all’interno dei comitati, ma costituisce una figura di riferimento dell’Associazione che li coordina. Egli è uno dei promotori dell’Associazione, ha ricoperto la carica di presidente per tre anni, ne è oggi vice-presidente, ha un ruolo di primo piano nell’organizzazione degli eventi che vengono organizzati in città sul tema elettrosmog e può essere annoverato senza dubbio tra le persone più attive per l’attività dell’Associazione stessa.

40La presenza centrale di una figura di riferimento di tipo scientifico ha delle ricadute evidenti sui contenuti della protesta. Infatti, il ricorso alle informazioni scientifiche all’interno dei comitati non è solo episodico. Al contrario, la trattazione specifica di tipo contenutistico relativamente alla nocività delle onde elettromagnetiche sulla salute umana è costante. A veicolarla provvedono non solo le pagine web del sito dell’apple, ma anche le riunioni periodiche dell’ Associazione. Inoltre, una diffusione di conoscenze scientifiche su temi specifici è messa in atto in occasione di vari convegni organizzati nella città di Padova e anche in città di altre province sull’inquinamento elettromagnetico.

41Le risorse cognitive che permettono agli aderenti ai comitati di dotarsi di conoscenze specifiche e legate direttamente alle tematiche inerenti all’inquinamento elettromagnetico derivano anche da un’expertise di tipo tecnico. La figura di riferimento in questo caso è un perito delle telecomunicazioni, che mette a disposizione le proprie competenze per fornire una serie di informazioni di tipo tecnico concernenti le antenne, le emissioni e la loro potenza. Questo esperto può essere contattato dagli appartenenti ai comitati e, su richiesta e a pagamento, può anche effettuare una misurazione a domicilio delle emissioni che vengono rilevate all’interno di una data abitazione.

42Infine, un altro tipo di risorse cognitive relative al tema dibattuto è costituito dal ricorso ad un’expertise di tipo legale, che viene fornita da un avvocato del Foro di Rovigo, esperto in materia di Diritto ambientale. In questo caso, come nel caso del tecnico, l’esperto è una persona formalmente esterna ai comitati ma che ha allo stesso tempo molteplici legami con i membri dei comitati stessi. Tale avvocato viene contattato ripetutamente dai membri dei comitati. Egli mette a disposizione un sapere specifico di tipo giuridico relativo alla nascita, allo sviluppo e all’evoluzione della normativa in materia di inquinamento elettromagnetico alle basse e alle alte frequenze. Ma i comitati ricorrono alle sue conoscenze anche per avere informazioni sulla fattibilità e sulle modalità circa i ricorsi al Tribunale Amministrativo Regionale o al Consiglio di Stato.

43I temi scientifici, tecnici e legali relativi all’inquinamento elettromagnetico vengono dibattuti ampiamente nelle assemblee dell’Associazione, insieme con temi che riguardano la politica, l’organizzazione di manifestazioni di protesta e di sensibilizzazione della cittadinanza.

44Il grado di informazioni e conoscenze accumulate dai singoli comitati in ambito biomedico, tecnico e giuridico-legale può essere indubbiamente considerato rilevante. Ciononostante, vi sono altre risorse cognitive individuali che permettono di far sì che la mobilitazione in questa città veda molti membri dei comitati partecipi e avvertiti circa il contenuto della problematica specifica. Dobbiamo sottolineare che la questione del rischio da inquinamento elettromagnetico possiede una peculiarità rispetto a quasi tutte le altre manifestazioni contro un rischio tecnologico-sanitario. Infatti, se il rischio viene considerato spesso come potenziale, in taluni casi esso viene già considerato in atto. In altre parole, alcuni esponenti dei comitati contro l’inquinamento elettromagnetico affermano di accusare effetti a breve termine imputabili a emissioni da antenne. Nei comitati di Padova non vi è alcun esponente che denunci la sofferenza di patologie a lungo termine. Ciononostante, vi sono alcuni membri che affermano di soffrire di patologie a breve termine. Per questi individui, il ricorso alla protesta non sarebbe giustificato dal timore che certi effetti possano verificarsi nel lungo periodo, quanto dalla loro sofferenza attuale. Si apre a questo punto una questione estremamente dibattuta sul grado effettivo di sofferenza di queste persone, sul nesso di causalità tra esposizioni e effetti acuti, tra dolori fisici ed effetti di tipo psicosomatico. Ciò che ci interessa rilevare, al di là della questione di merito che compete a medici, biologi e psicologi, è che il tema degli effetti sulla salute da parte delle antenne è interpellato frontalmente, e riflette in alcuni casi non solo generiche preoccupazioni ma stati psico-fisici che vengono imputati alle emissioni elettromagnetiche.

  • 35 Il racconto di queste persone giunge a denunciare livelli di notevole sofferenza, che è imputata al (...)10 Hermes Omaha Yoogi's White Flat 541 Size Leather Sandals Closet 5AL3Rj4q

45Tra coloro i quali affermano di soffrire di patologie connesse alle radiazioni, vi sono alcune persone aderenti ad apple Essi hanno costituito un’associazione autonoma, l’Associazione Italiana Elettrosensibili (aie). Sorta inizialmente sotto l’egida dell’apple, l’aie si è progressivamente resa indipendente. Tale Associazione ha scopi precisi, tra cui la diffusione delle informazioni relativa alla patologia dell’elettrosensibilità, il riconoscimento da parte dello Stato di questa patologia come malattia invalidante, la pressione nei confronti delle amministrazioni locali per una pianificazione della localizzazione delle antenne35. Gli appartenenti a quest’Associazione affermano di essere fisicamente più sensibili rispetto ad altri alle emissioni elettromagnetiche e di soffrire di effetti a breve termine a volte insopportabili.

5. Conclusioni

46Le mobilitazioni contro l’inquinamento elettromagnetico, in ragione della loro estensione sul territorio e l’intensità della loro protesta, costituiscono un fenomeno sociale rilevante. Lo studio dei comitati spontanei di cittadini della città di Padova contro l’inquinamento elettromagnetico di antenne e elettrodotti evidenzia elementi a prima vista «opachi», che richiedono una spiegazione di tipo sociologico capace di metterne in risalto le caratteristiche.

47L’analisi dei comitati patavini conto l’inquinamento elettromagnetico mette in evidenza che tali formazioni confermano sul piano generale i tratti tipici dei comitati e dell’azione collettiva. Organizzazione interna, struttura, repertori d’azione di tipo reattivo ma anche propositivo che caratterizzano i comitati di Padova non fanno eccezione rispetto ai comitati che si formano su altri temi e in altre città. Inoltre, la variabile che predice meglio la mobilitazione è la vicinanza dell’installazione, come sottolinea Bobbio con riguardo a comitati simili (Bobbio, 1999).

48Le caratteristiche della mobilitazione messa in atto dai comitati non si distanzia, per molti aspetti, dai tratti classici dell’azione collettiva. Così, anche per i comitati di Padova si può affermare che la mobilitazione riflette le dinamiche caratteristiche dell’emergenza della protesta. Spostamento dalle questioni scientifiche a quelle politiche, contesto in cui avvengono le mobilitazioni, sfiducia nei confronti dell’amministrazione locale possono tradursi in altrettante questioni rilevanti per l’accensione della miccia. Tali dinamiche portano a quello che Borraz et al. (2004) chiamano «processus d’extraction», per indicare il fatto che un’installazione viene associata ad un rischio al termine di un processo dinamico, che la estrae dal contesto in cui è situata. Tale processo sarebbe causato dalla dinamica della contestazione, che rende l’artefatto tecnologico visibile e estraneo, riconoscibile e inquietante, identificabile e minaccioso.

  • 36 Questa considerazione tra il livello d’informazione degli individui e il loro grado di scetticismo (...)

49Non sembra però giustificata, per i comitati di Padova, l’affermazione secondo cui la mancanza di dati e di categorie cognitive non permettono di rappresentarsi l’antenna in altro modo se non come una minaccia (Borraz et al., 2004). Infatti, nel caso specifico della città di Padova, gli attori della protesta sembrano, al contrario, essere muniti di una serie di conoscenze e di risorse cognitive significative. La tematica specifica della protesta viene approfonditamente discussa nei suoi aspetti. Ciò avviene in relazione a fattori specifici dei comitati in studio, che mostrano una disposizione a dotarsi di persone specializzate nei vari aspetti del problema. Ciò deriva anche dalla presenza nel comitato di persone che affermano di soffrire patologie imputabili alle emissioni delle antenne. In tutti questi casi, sembra opportuno sottolineare come le risorse cognitive dei cittadini consentirebbero di percepire in modo diverso le antenne. Se nei fatti questo non avviene, non è solo a causa di dinamiche contestatarie ma anche di dinamiche cognitive ben precise. Tali dinamiche vedono un attore immerso in un contesto specifico, il quale ha a disposizione una serie d’informazioni dalle quali trarre delle conclusioni36. I membri dei comitati in questione possono essere visti come dotati di buone e forti ragioni (soggettive) per credere in ciò che credono (effetti a breve e lungo termine delle emissioni) e fare ciò che fanno (azioni di protesta e di proposta sulla base delle loro credenze) (Boudon, 2003). Chiaramente, in uno stato di incertezza scientifica come quello che caratterizza la vicenda, non è dato sapere se tali ragioni sono buone in senso oggettivo oltre che in senso soggettivo. Peraltro, ciò che è interessante rilevare qui, è il ruolo che tali ragioni assumono per gli individui, i quali sono spesso tacciati di irrazionalità, di disinformazione, oppure come detentori esclusivamente di «cattive ragioni» per agire.

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Le caratteristiche dei comitati spingono i loro membri verso azioni diversificate di protesta e proposta. Manifestazioni di strada o quartiere, rivendicazioni all’amministrazione locale, petizioni, picchettaggio ecc. sono frutto del radicamento territoriale della protesta. Ma la specificità dei comitati di Padova, relativamente al patrimonio di conoscenze acquisito sul tema specifico, permette ai comitati di allargare i repertori d’azione. Nella fattispecie, i vertici dell’apple sono oggi degli interlocutori riconosciuti dall’Assessore all’ambiente in carica, il quale si avvale della loro esperienza e delle loro conoscenze, tanto da ammetterli al tavolo per l’attuazione di un Protocollo d’intesa sui gestori, da delegarli alla sensibilizzazione al problema mediante lezioni in alcune scuole della città e da configurare così quello che potrebbe sembrare, almeno a prima vista, un tentativo di democrazia partecipata relativamente alla gestione del «dossier inquinamento elettromagnetico».

51È ancora presto per dire se tali azioni diventeranno in futuro una forma di governance che coinvolge Comune di Padova, gestori di telefonia mobile e rappresentanti dei comitati cittadini37. Ci si è qui limitati ad illustrare le caratteristiche generali e quelle più specifiche che contraddistinguono i comitati di Padova contro l’inquinamento elettromagnetico. Ad ulteriori ricerche il compito di accertare se questo tipo di aspetti – e segnatamente l’appropriazione sostanziale di expertise tecnico-scientifica e di risorse cognitive – sono presenti in comitati che si mobilitano sulle stesse tematiche in altre città, oppure se sono presenti in comitati che si sviluppano a proposito di problematiche differenti.

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Note

1 Ringrazio Massimiano Bucchi, Mario Diani, Francesca Forno, Lauro Struffi e Tommaso Vitale per i loro utili commenti su una prima versione di questo articolo.

2 Le associazioni e i comitati contro i ripetitori della telefonia mobile sono presenti anche in altri paesi del mondo sia a livello nazionale sia a livello locale. Tra le formazioni europee più attive citiamo: in Irlanda del Nord nifatt (Northern Ireland Families Against Telecommunication Transmitter Towers) nata nel 1998, in Francia Priartèm, sorta nell’ottobre 2000, nel Regno Unito mauk (Mast Action uk10 Hermes Omaha Yoogi's White Flat 541 Size Leather Sandals Closet 5AL3Rj4q), formatasi nel dicembre 2000. In alcuni paesi, la mobilitazione contro le antenne viene invece veicolata da associazioni già esistenti, come le Communidades de Vecinos in Spagna. In altri paesi ancora, la protesta contro le antenne si accompagna a quella contro gli elettrodotti: è il caso di Teslabel in Belgio.

3 La nostra analisi si concentra sui comitati di cittadini contro l’inquinamento elettromagnetico. Non abbiamo notizia di comitati italiani pro-antenne, o più in generale di associazioni su base regionale a favore delle nuove tecnologie di telecomunicazione su modello dell’associazione catalana Localret, che ha assunto in Spagna una visibilità degna di nota (Borraz et al., 2005, 43).

4 La proliferazione sul territorio di gruppi di cittadini organizzati assume talvolta il nome, non molto elogiativo per gli attori della protesta, di «comitatismo» (Sebastiani, 2001, 103). Con questo termine gli amministratori locali indicano la creazione di comitati di tipo «reattivo», che protestano invariabilmente contro politiche annunciate o in via d’implementazione, così come contro la mancanza di policy, cioè contro la mancanza di un intervento pubblico su un problema percepito come urgente.

5 Per avere un’idea più precisa al riguardo, nello stesso periodo in Francia è stato raggiunto il 68% e in Germania il 79% della popolazione.

6 Per tali caratteristiche, il mercato italiano di telefonia mobile è ormai saturo. Se ne parla cioè solo in termini di «sostituzione», poiché costruttori e operatori non cercano più di aumentare il coefficiente di penetrazione e di diffusione, quanto rispettivamente di lanciare nuovi apparecchi e fornire servizi sempre più innovativi.

7 Ciascuna antenna ha un raggio d’azione che copre uno spazio circolare, detto ‘cellula’, da cui deriva l’espressione «telefonia cellulare».

8 Nello specifico, le stazioni radio base sono di tre tipi: 1) stazioni macrocellulari; sono le più comuni, costituite da un’antenna e da materiale radio contenente un dispositivo elettrico, sono piazzate ad un’altezza che varia dai 15 ai 50 metri; 2) stazioni microcellulari, con potenza elevata, poste a copertura di zone dove la densità di utilizzo è molto forte; 3) stazioni picocellulari, il cui raggio d’azione è inferiore a 100 metri (Lorrain e Raoul, 2003).

9 A questo proposito, si deve sottolineare che tali emissioni sono completamente distinte dalle emissioni ionizzanti (per esempio raggi X e raggi g), sicuramente nocive per l’uomo.

10 Esempi di campi elettromagnetici naturali sono la luce solare (radiazione ottica), che è un insieme di radiazioni elettromagnetiche, e le emissioni di campi elettromagnetici che accompagnano i fulmini.

11 La parola «elettrosmog», diffusa dai mezzi di comunicazione di massa, è una combinazione dei termini «elettricità» e «smog». Quest’ultima parola è, a sua volta, una contrazione dei termini inglesi smoke (fumo) e fog (nebbia). Si tratta quindi di un’espressione a rigore inesatta, poiché l’inquinamento elettromagnetico è invisibile e non è comparabile a quello delle emissioni industriali o dei veicoli a motore.

12 Maglia (2001) fa notare che non sarebbe corretto a rigor di logica parlare di inquinamento elettromagnetico, in assenza di prove definitive a favore della nocività delle emissioni elettromagnetiche.

13 L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha inserito le emissioni ad alta frequenza, come quelle delle antenne, nella categoria 2B, che si riferisce agli agenti possibilmente cancerogeni. Le categorie sono: 1) cancerogeni per l’uomo (carcinogenic to humans) (gruppo1), come l’amianto, il tabacco ecc.; 2a) probabili cancerogeni per l’uomo (probably carcinogenic to humans) (gruppo 2A), come le lampade solari, i raggi uva ecc.; 2b) possibili cancerogeni per l’uomo (possibly carcinogenic to humansacquista e Tamaris Donna itCompara OnlineFASHIOLA Sandali 2IWDH9E) (gruppo 2B), come le emissioni ad alta frequenza, il caffè ecc.; 3) sostanze sulla nocività delle quali vi è l’impossibilità di esprimersi (gruppo 3); 4) sostanze non cancerogene per l’uomo (not carcinogenic to humans) (gruppo 4).

14 Per la distinzione tra rischio e pericolo vedasi Luhmann (1996).

15 Gli autori citati designano in questo modo i cittadini che, pur non essendo scienziati, risultano tuttavia determinanti nel lanciare l’allerta sulla pericolosità, che gli scienziati ignorano, di alcuni agenti. Vari casi dimostrano che i cittadini non sono solo degli «uccelli di malaugurio», ma possono arrivare a mettere in atto ricerche approfondite, che prendono il nome di «epidemiologia popolare» (Brown, 1987).

16 Le leggi che riguardano le emissioni inquinanti di tipo elettromagnetico sono frutto di un iter normativo estremamente complesso nonché complicato. In estrema sintesi, si può affermare che la svolta in materia di regolazione sui campi elettromagnetici si è avuta con la Legge quadro 36/2001, i cui decreti attuativi sono stati però emanati molti mesi dopo. Sui molteplici aspetti giuridici relativi all’inquinamento elettromagnetico, dagli inizi sino alla Legge quadro, si vedano i contributi contenuti in Olivetti Rason N., Colaluca C., Giovanazzi A., Malo M., Perini A. (2002). Per quanto riguarda la Legge quadro, vedasi in particolare Cassese (2001). Per la controversia sui decreti attuativi della Legge Quadro, soprattutto in relazione ai poteri delle amministrazioni locali, cfr. Ceruti (2004).

17 La soglia prevista dalla legge italiana per le emissioni ad alta frequenza è di 6 volt per metro. Si tratta di limiti previsti dai decreti emanati in attuazione della Legge quadro, che pongono l’Italia tra le nazioni in cui le soglie di emissione consentite sono più basse (Media Duemila, 2003).

18 Le radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti si dividono in due insiemi: radiazioni a bassa frequenza (che caratterizzano le emissioni degli elettrodotti), e radiazioni ad alta frequenza, emesse dalle stazioni radio base.

19 La nostra ricerca è stata condotta dal 2003 al 2005 attraverso tecniche di tipo qualitativo: interviste semi-strutturate, osservazione partecipante, raccolta di materiale cartaceo e consultazione di siti Internet. Le interviste, in numero di 20, sono state condotte su 5 testimoni privilegiati (un medico, un giurista, un tecnico delle telecomunicazioni, la presidentessa e il vice-presidente dell’associazione che riunisce i comitati di Padova) e su 15 appartenenti ai comitati cittadini. Le interviste sono state poi elaborate con il trattamento informatico di dati qualitativi Atlas.ti. L’osservazione partecipante ha incluso: le riunioni dell’associazione (7 incontri), le manifestazioni di protesta di strada (6), i seminari e i convegni cui i membri dell’associazione hanno preso parte (3), gli incontri al Forum veneto dei comitati (2), l’incontro con i candidati alla presidenza della provincia di Padova (1). La lettura del materiale scritto ha riguardato: i documenti prodotti dai comitati (statuti, volantini, ricorsi al Tribunale Amministrativo Regionale, comunicati stampa), i siti Internet realizzati dai comitati, articoli del quotidiano nazionale «la Repubblica» e dei quotidiani di Padova: «Il Mattino» di Padova e il «Gazzettino» (edizione di Padova e Rovigo), per un totale di circa 150 articoli.

20 Questi comitati sono sostanzialmente single issue. Ciò non vuol dire che le tematiche trattate al loro interno non coprano altri argomenti, ma piuttosto che solo uno scopo è perseguito con precisione. Dobbiamo anche sottolineare che vi sono altre formazioni cittadine che protestano contro l’inquinamento elettromagnetico, ma che affiancano questo tema ad altri. Il comitato «Lasciateci respirare», per esempio, affianca il problema elettrosmog a quello della salubrità dell’aria, mentre il Comitato Pontedera denuncia la situazione d’inquinamento dovuta a elettrodotti, stazioni radio base e un depuratore inquinante.

21 Nel comune di Padova non è mai avvenuto alcun atto di sabotaggio contro i tralicci dell’alta tensione o contro le stazioni radio base. Tali manifestazioni radicali di protesta, che rientrano nel fenomeno chiamato «ecoterrorismo», non appartengono minimamente alle pratiche dei comitati in oggetto.

22 Cfr. a questo proposito, le caratteristiche dell’uso dei mezzi di comunicazione di massa da parte degli attori della protesta nel caso francese (Borraz et al., 2004), e in quello del Regno Unito (Burgess, 2004).

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23 Meccanismo che consiste nel prevenire l’attribuzione di colpa, se si riesce a dimostrare di aver fatto tutto il possibile per evitare un certo accadimento.

24 Meccanismo che consiste nello scaricare su altri attori coinvolti nella questione la responsabilità in ordine ad un determinato avvenimento.

25 Altri due tipi di inquietudini individuate da Sebastiani (2001) come scatenanti reazioni difensive da parte dei cittadini sono il rischio di tipo sociale e quello relativo alla sicurezza e ai beni personali.

26 Il sito dell’Associazione è consultabile in Internet alla pagina http://www.applelettrosmog.it.

27 Sul tema specifico della partecipazione e della rappresentanza nei comitati, vedasi i contributi curati da Vitale (2006).

28 Infatti, non vi sono casi di persone che si mobilitano e che non abbiano un’antenna vicino alla loro abitazione.

29 Borraz et al. (2004, 60) chiamano questa presa d’atto con l’espressione «conscience de l’antenne».

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30 Si vedano a tale proposito le similitudini con quanto succede nel caso francese (Borraz et al., 2004).

31 È ciò che è successo a Ponte di Brenta, dove è stata messa in atto questa forma di interdizione ad un cantiere da parte di alcuni confinanti.

32 È il caso del comitato che ha manifestato contro un’installazione a Padova, in via Beato Pellegrino, dove i cittadini hanno ottenuto la sospensione temporanea dei lavori perché gli operai che lavoravano nel cantiere erano sprovvisti dell’elmetto protettivo previsto dalla legge.

33 Emblematico, sotto questo profilo, il caso del reparto di oncoematologia pediatrica dell’Azienda Ospedaliera di Padova, poiché in tale reparto vengono curati bambini affetti da leucemia. Nelle vicinanze dell’edificio sono state posizionate alcune antenne, sopra il tetto di un’autorimessa per auto, suscitando così le proteste veementi dei cittadini, che hanno ravvisato in questa installazione una sorta di provocazione o comunque un segno di prepotenza da parte dei gestori.

34 Vedasi per esempio il ruolo ricoperto dal medico del Co.Na.Cem., che funge da esperto in materia di effetti nocivi sulla salute da parte delle emissioni non ionizzanti.

35 Il racconto di queste persone giunge a denunciare livelli di notevole sofferenza, che è imputata all’effetto di onde elettromagnetiche provenienti da diverse fonti, contro le quali si renderebbe necessaria una mobilitazione volta a cambiare la situazione esistente in materia di installazioni.

36 Questa considerazione tra il livello d’informazione degli individui e il loro grado di scetticismo nei confronti della tecnologia cellulare corrobora le ricerche che evidenziano come sia tutt’altro che acquisito il legame tra opposizione all’innovazione tecnologica e bassi livelli d’informazione (Bucchi e Neresini, 2002, 2004).

37 Sul tema della governance in relazione alla Legge quadro 36/2001 vedasi Nocenzi (2002).

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Per citare questo articolo

Notizia bibliografica

Paolo Crivellari, « Tecnologia e protesta locale: il caso dei comitati contro l’inquinamento elettromagnetico », Quaderni di Sociologia, 41 | 2006, 67-89.

Notizia bibliografica digitale

Paolo Crivellari, « Tecnologia e protesta locale: il caso dei comitati contro l’inquinamento elettromagnetico », Quaderni di Sociologia [Online], 41 | 2006, online dal 30 novembre 2015, consultato il 22 janvier 2019. URL : http://journals.openedition.org/qds/1028 ; DOI : 10.4000/qds.1028

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Autore

Paolo Crivellari

Facoltà di Sociologia ˗ Università di Trento

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